Con la firma del decreto attuativo da parte del Ministero del Turismo il 4 marzo 2026 e il successivo via libera del Ministero dell'Economia e delle Finanze il 16 marzo, prende forma concreta una delle misure più significative per il comparto ricettivo e dell'ospitalità degli ultimi anni. Il Fondo per il Sostegno alle Imprese del Turismo, introdotto dalla Legge di Bilancio 2026, mette a disposizione 109 milioni di euro sotto forma di un mix tra contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato. La gestione operativa è affidata a Invitalia, che predisporrà la piattaforma per la presentazione delle domande una volta pubblicato l'avviso ministeriale. Il bando non è ancora aperto, ma il quadro normativo è definito: chi arriva preparato alla finestra di apertura ha un vantaggio concreto rispetto a chi inizia da zero.
Chi può accedere
La misura è rivolta alle imprese che operano o intendono operare nel settore, con codici ATECO rientranti nell'Allegato 1 del decreto attuativo. Il perimetro è più ampio di quanto spesso si immagini: accanto ad alberghi e ristoranti sono inclusi bed and breakfast, ostelli, villaggi turistici, campeggi, marina resort, stabilimenti balneari, centri termali, parchi di divertimento e operatori di convegni e fiere. È prevista anche una clausola residuale per le imprese attive da almeno tre anni che, pur non disponendo di un codice ATECO specifico tra quelli elencati, dimostrino un fatturato riconducibile ad attività del comparto.
Possono partecipare anche le Reti di impresa costituite in forma di "Rete soggetto" da almeno tre anni, con un massimo di cinque soggetti aderenti. I proprietari di strutture possono accedere previo consenso del gestore. Il progetto di investimento deve prevedere una spesa minima di 1.000.000 di euro e una massima di 15.000.000 di euro, con l'impresa in regola con gli obblighi fiscali e contributivi al momento della presentazione della domanda.
Cosa finanzia la misura
Il decreto individua cinque aree di intervento ammissibili. La prima riguarda l'efficienza energetica: coibentazione, sostituzione di infissi, sistemi di climatizzazione intelligente, caldaie a condensazione e pareti ventilate. La seconda copre la tutela ambientale, con impianti fotovoltaici, solari termici, sistemi di stoccaggio energia e recupero acque piovane. La terza è dedicata alla digitalizzazione, che include cablaggio strutturato, infrastrutture per intelligenza artificiale, domotica e automazione degli edifici. La quarta riguarda la riqualificazione strutturale: piscine, centri wellness, centri congressi e interventi per l'accessibilità. La quinta area comprende i cosiddetti soft assets, ovvero software, brevetti e licenze funzionali agli obiettivi del decreto. Le PMI possono inoltre includere spese di consulenza fino al 4% dell'importo complessivo ammissibile.
I quattro obiettivi strategici dichiarati dal decreto sono la destagionalizzazione dei flussi, la digitalizzazione dell'offerta, la sostenibilità ambientale e gli investimenti conformi ai criteri ESG. Il progetto presentato deve dimostrare coerenza con almeno uno di questi assi, e la solidità tecnica ed economico-finanziaria dell'iniziativa su un orizzonte di tre-cinque anni è parte integrante della valutazione istruttoria.
Come si accede: la procedura Invitalia
Le modalità operative per la presentazione delle domande - date di apertura, modulistica e accesso al portale Invitalia - saranno rese note dal Ministero del Turismo entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto attuativo in Gazzetta Ufficiale. Una volta ricevuta la domanda, Invitalia dispone di sessanta giorni per completare la fase istruttoria, nel corso della quale vengono valutate l'ammissibilità dell'impresa, la solidità del progetto e la pertinenza delle spese dichiarate.
La domanda deve essere accompagnata da un piano di investimento redatto da un professionista abilitato, che illustri la stima degli impatti attesi e la sostenibilità economico-finanziaria dell'iniziativa. L'erogazione dell'acconto del contributo a fondo perduto è subordinata alla presentazione di idonee garanzie bancarie, assicurative o ipotecarie. La qualità e la completezza del progetto presentato incidono direttamente sull'esito dell'istruttoria: arrivare alla finestra di apertura con la documentazione già impostata non è un dettaglio, è una scelta strategica.
Come ti affianchiamo
XD Projects supporta le imprese nella verifica dei requisiti di accesso, nell'analisi della coerenza del progetto con gli obiettivi del decreto e nella preparazione della documentazione necessaria per la presentazione della domanda a Invitalia.
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Parlaci del tuo progetto →Con la firma del decreto attuativo da parte del Ministero del Turismo il 4 marzo 2026 e il successivo via libera del Ministero dell'Economia e delle Finanze il 16 marzo, prende forma concreta una delle misure più significative per il comparto ricettivo e dell'ospitalità degli ultimi anni. Il Fondo per il Sostegno alle Imprese del Turismo, introdotto dalla Legge di Bilancio 2026, mette a disposizione 109 milioni di euro sotto forma di un mix tra contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato. La gestione operativa è affidata a Invitalia, che predisporrà la piattaforma per la presentazione delle domande una volta pubblicato l'avviso ministeriale. Il bando non è ancora aperto, ma il quadro normativo è definito: chi arriva preparato alla finestra di apertura ha un vantaggio concreto rispetto a chi inizia da zero.
Chi può accedere
La misura è rivolta alle imprese che operano o intendono operare nel settore, con codici ATECO rientranti nell'Allegato 1 del decreto attuativo. Il perimetro è più ampio di quanto spesso si immagini: accanto ad alberghi e ristoranti sono inclusi bed and breakfast, ostelli, villaggi turistici, campeggi, marina resort, stabilimenti balneari, centri termali, parchi di divertimento e operatori di convegni e fiere. È prevista anche una clausola residuale per le imprese attive da almeno tre anni che, pur non disponendo di un codice ATECO specifico tra quelli elencati, dimostrino un fatturato riconducibile ad attività del comparto.
Possono partecipare anche le Reti di impresa costituite in forma di "Rete soggetto" da almeno tre anni, con un massimo di cinque soggetti aderenti. I proprietari di strutture possono accedere previo consenso del gestore. Il progetto di investimento deve prevedere una spesa minima di 1.000.000 di euro e una massima di 15.000.000 di euro, con l'impresa in regola con gli obblighi fiscali e contributivi al momento della presentazione della domanda.
Cosa finanzia la misura
Il decreto individua cinque aree di intervento ammissibili. La prima riguarda l'efficienza energetica: coibentazione, sostituzione di infissi, sistemi di climatizzazione intelligente, caldaie a condensazione e pareti ventilate. La seconda copre la tutela ambientale, con impianti fotovoltaici, solari termici, sistemi di stoccaggio energia e recupero acque piovane. La terza è dedicata alla digitalizzazione, che include cablaggio strutturato, infrastrutture per intelligenza artificiale, domotica e automazione degli edifici. La quarta riguarda la riqualificazione strutturale: piscine, centri wellness, centri congressi e interventi per l'accessibilità. La quinta area comprende i cosiddetti soft assets, ovvero software, brevetti e licenze funzionali agli obiettivi del decreto. Le PMI possono inoltre includere spese di consulenza fino al 4% dell'importo complessivo ammissibile.
I quattro obiettivi strategici dichiarati dal decreto sono la destagionalizzazione dei flussi, la digitalizzazione dell'offerta, la sostenibilità ambientale e gli investimenti conformi ai criteri ESG. Il progetto presentato deve dimostrare coerenza con almeno uno di questi assi, e la solidità tecnica ed economico-finanziaria dell'iniziativa su un orizzonte di tre-cinque anni è parte integrante della valutazione istruttoria.
Come si accede: la procedura Invitalia
Le modalità operative per la presentazione delle domande - date di apertura, modulistica e accesso al portale Invitalia - saranno rese note dal Ministero del Turismo entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto attuativo in Gazzetta Ufficiale. Una volta ricevuta la domanda, Invitalia dispone di sessanta giorni per completare la fase istruttoria, nel corso della quale vengono valutate l'ammissibilità dell'impresa, la solidità del progetto e la pertinenza delle spese dichiarate.
La domanda deve essere accompagnata da un piano di investimento redatto da un professionista abilitato, che illustri la stima degli impatti attesi e la sostenibilità economico-finanziaria dell'iniziativa. L'erogazione dell'acconto del contributo a fondo perduto è subordinata alla presentazione di idonee garanzie bancarie, assicurative o ipotecarie. La qualità e la completezza del progetto presentato incidono direttamente sull'esito dell'istruttoria: arrivare alla finestra di apertura con la documentazione già impostata non è un dettaglio, è una scelta strategica.
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